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287 – duecentottantasette

Luglio 25, 2009

scriviamo parole ovunque
dappertutto tracciamo immagini
costantemente ci sottoponiamo a rappresentazioni
leggiamo
popoliamo il mondo di segni e poi li interpretiamo

a volte qualcuno crede che ci sia un mistero e scopre la fede
altri una logica e scelgono la scienza
altri ancora sentono e pensano all’arte

parliamo di schemi
oltre tutto c’è solo la verità del nostro corpo
e di come funziona e sta
nell’universo

Interpreter

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certe cose non cambiano mai

Luglio 14, 2009

Sta scivolando verso casa a cavallo della sua bici da corsa anni Ottanta. Al crepuscolo. C’è quella luce che fa vedere le cose che c’erano una volta insieme a quelle che ci sono e ci saranno. È estate, fa caldo, ha i fuseaux fino al ginocchio e un vestitino aderente con una fantasia optical, tessuto sintetico che rifrange in ogni dove i raggi al neon della pubblica illuminazione. Dietro di lei, arriva un’auto.

Sente:

“Scusa, scusa! Quanto ce li hai lunghi i peli della fregna?”

BikePensa:

Da dove arriva.

Dove sta andando.

E dove non tornerà più.

Pensa:

“Troppo per te, tesoro”.

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è solo fiction

Giugno 29, 2009

Il destino è una questione di conseguenze.

Raccontare una storia, uno o più corsi del fato, è questione di cognizione delle conseguenze. Azioni che si susseguono, conseguenze che si concatenano.

Saper concepire, prevedere e tradurre in uno schema chiaro e semplificato (rispetto alla vita reale) questi flussi naturali (e naturalmente incontrollabili) è raccontare una storia.

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la prima volta di Teresa

Aprile 2, 2009

“È acqua?”, gli chiese.

“In un certo senso”, rispose lui.

Le sopracciglia di Teresa si inarcarono.

“Diciamo che è un’acqua speciale”.

Allora capì. O credette di capire. Prese la bottiglietta che il ragazzo le tendeva e fece un piccolo sorso. Poi un altro, un po’ meno piccolo. E un altro ancora. E gliela restituì.

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occhi

Aprile 1, 2009

il taglio rotondo, appena un po’ allungato sugli angoli, sempre molto aperto

e piantate in mezzo al bianco del bulbo, due gocce nere, due pozzi pieni di un liquido caldo e denso, dove non ritrovarsi più