
e dopo la finanza, posso affrontare anche dio!
Maggio 13, 2008
È stata dura. Infatti è venuta fuori una specie di trattato. Ma chiunque abbia a cuore l’argomento quanto o più di me, avrà (forse) il coraggio di andare fino in fondo.
Anyway. Tutto è cominciato venerdì scorso, quando come sempre sono uscita a cena con le mie amiche. La serata procedeva regolarmente: un susseguirsi di uscite politicamente scorrette, sconcezze sparate a un volume rigorosamente udibile da tutti gli avventori e grasse risate. Ma…
Chissà come, finiamo a parlare di fede. Ora, il nostro assortimento va dall’ateismo congenito a un credo esercitato privatamente, anticlericale e antidottrinario, prossimo all’agnosticismo. A quanto pare, però, siamo tutti suscettibili di crisi mistiche. Un paio di non battezzate, in particolare, hanno raccontato di esperienze di preghiera spontanea, insorte in momenti intensamente dolorosi della loro vita. Addirittura qualcuna ha trovato conforto entrando in luoghi di culto o parlando con un prete (grazie al culo –raro– di averne trovati di intelligenti e sensibili).
Per quanto mi riguarda, l’ultima (e unica) crisi mistica della mia vita risale a quando avevo circa otto anni, frutto dell’indefessa opera di una zia ciellina che, quando ero in vacanza in montagna da lei, faceva in modo che partecipassi alla messa e soprattutto alle preghierine serali delle mie cugine. Insomma, fatto sta che, ai tempi, fui sul punto di chiedere la confessione e farmi battezzare. Fortunatamente, i miei soggiorni non sono mai durati abbastanza da consentirmi di mettere in atto il diabolico piano.
Il dato rilevante, comunque, è che ognuno di noi ha sentito, almeno un volta nella vita, il bisogno di credere che dio esista. Persino io. Com’è possibile?
Mentre mando giù la mia orata (con un po’ di fatica, data la commozione suscitata dai racconti delle altre) penso che è proprio questo che ha generato le religioni. Che poi hanno avuto la necessità di dimostrare a tutti che dio esiste (creando la necessità, per gli atei, di dimostrare che non è vero).
Anselmo, tanto per citarne uno, pensò di aver provato che, potendo essere pensato come essere perfetto, dio doveva per forza esistere; dopo di lui, altri pensarono di aver dimostrato che non è vero (il fatto che possa pensare un unicorno perfetto non vuol dire che…); poi, come a loro modo dissero anche i Bluvertigo, venne fuori che l’universo è infinito: ergo, c’è la possibilità che esista qualsiasi cosa, che riusciamo a immaginarla o no.
Oh mio dio, ma allora sto dicendo che dio esiste! Certo, se intendiamo “dio” come sinonimo di “universo” e di “materia”. Ma, per quel che mi risulta, nessuna religione, almeno tra quelle monoteiste, afferma niente del genere.
Con questo non ho ancora risposto alla mia domanda (nel frattempo sono arrivata all’ammazzacaffè): da dove cazzo arriva tutto questo bisogno di dio (come lo intendono cristiani e simili)? Mah, probabilmente dal fatto che la materia forma degli aggregati pensanti, ma non abbastanza da spiegarsi perché. O forse sì, ma se esistono (probabilissimo, viste le considerazioni di cui sopra) non possono essere altro che, ancora una volta, materia che pensa se stessa. Meglio di quanto sappiamo fare noi umani, che abbiamo la mente obnubilata dal peccato originale. Quello di non saper accettare di essere in grado di spiegare il come ma non il perché. O la presunzione di essere convinti che la materia che pensa debba avere per forza un altro nome. Come “anima”.

Come, davvero non lo sai da dove viene il desiderio di Dio che c’è dentro al tuo cuore ?
Viene dalla parte più profonda che c’è in te, viene dal tuo cuore.
Sai, un tempo ero anche io come te.
Dentro al mio cuore c’era un vuoto che non riuscivo a colmare. Mi trovavo la notte nel mio letto con la testa sopra il cuscino e non riuscivo a capire cosa non andava.
Avevo tutto quello che potevo desiderare ma quando ero solo con me stesso mi sentivo insoddisfatto. Nulla poteva riempire il vuoto che c’era nel mio cuore.
A differenza di te io andavo ogni domenica in chiesa ma era come fare una passeggiata per abitudine: entravo vuoto, uscivo vuoto.
Tutto questo fino a quando non mi parlarono di Gesù. Mi dissero che Gesù era vivente e se volevo potevo conoscerlo. Mi dissero che Gesù si poteva incontrare pregando e leggendo la Bibbia. Non era però la mia religione quindi ero molto diffidente ma decisi di provare, tanto cosa avevo da perdere …
Feci una semplice preghiera con ciò che mi usciva dal cuore, chiesi a Gesù di entrare nella mia vita e di perdonarmi per tutti i peccati che avevo fatto, di darmi gioia e pace.
Non puoi immaginare quello che successe…
In un attimo la mia vita fu trasformata, quel vuoto fu riempito da un grande e meraviglioso amore. La tristezza era svanita, era arrivata la gioia vera.
Da quel giorno la mia vita è cambiata e non è stata più la stessa. Ora ho conosciuto davvero Gesù e ti assicuro che è iniziata per me la vera vita.
Quindi questo desiderio di Dio che è in ognuno di doni è proprio lui che ce lo ha donato affinchè potessimo cercarlo con tutto il nostro cuore.
Egli si lascia trovare da chi lo cerca.
Io non sono meglio di te, se l’ho trovato io lo puoi trovare anche tu. Solo che non lo devi cercare nella religione, lo devi cercare nella tua stanza, quando nessuno ti vede, lì apri il tuo cuore a lui e vedrai che si lascierà trovare da te.
Un abbraccio in Cristo
Come si fa a separare l’esperienza concreta, terrena, del Cristianesimo (preti acidi e rancorosi, subdoli e malvagi, frequentati a scuola, nell’ora di “religione statale”, che discriminano e sfruttano ogni debolezza, castigatori severi del peccato altrui, misogini fino al midollo e razzisti), come si fa a separare dal messaggio? riuscite a fare a meno dell’apparato, dei paludamenti, dei codici, della struttura maledettamente materiale del Vaticano? Ce la fate veramente? Quando ce la farete mi accorgerò di voi, per il momento siete (mi riferisco alla casta clericale, non a te vincenzopetrarca), un’altra organizzazione ideologica che opera perfettamente integrata nel capitalismo, diffondendone tutti i tratti manipolativi e oppressivi. Mi ricordo perfettamente due esempi: una ragazzina ebrea e un handicappato, che dovevano lasciare la classe, la classe della “maggioranza”, dei “normali”, quelli che hanno accesso a parole importanti e complicate come “Non desiderare la roba d’altri” (detto da un prete che è la quintessenza del rancore e dell’invidia…) e finchè non uscivano il prete non cominciava a parlarci (in genere di sesso e delle abitudini delle nostre famiglie, nell’imbarazzo di tutti, ma d’altronde agiva come “funzionario dello Stato cattolico romano” e non si poteva mandare via)
“..non lo devi cercare nella religione, lo devi cercare nella tua stanza, quando nessuno ti vede, lì apri il tuo cuore a lui e vedrai che si lascierà trovare da te.” … mi sono distratta un attimo, stiamo parlando del punto g?
:D samba, non so chi sei, ma sei già mia amica!
“…come si fa a separare dal messaggio?”
semplice la religione viene dall’uomo, il messaggio viene da Dio.
Gesù non è venuto a portare la religione che oggi vediamo, Gesù è venuto a portare il messaggio.
non troppo tempo gli adoratori di cristo “mainstream” ti avrebbero bruciato sul rogo… in suo nome
errata corrige: non troppo tempo FA…