
cara mara
Settembre 27, 2008
Il post più letto in assoluto, su questo blog, è le vere puttane non lavorano gratis. Sapete perché?
Perché pressoché ogni giorno qualcuno arriva qui inserendo come chiave di ricerca in Google “puttane gratis”.
Questo mi suggerisce due riflessioni:
1. la domanda di puttane è inesauribile
2. la maggior parte di chi le cerca non si può permettere puttane sofisticate (leggi: dotate degli strumenti necessari a evitare il marciapiede)
Mi pare quindi quanto mai anacronistica e controproducente la battaglia della mia ahimé omonima ministra Mara Carfagna contro le passeggiatrici e i loro clienti. Non farà altro che spingere le puttane di strada ancora più ai margini, ancora più al buio, ancora più tra le braccia sempre aperte di mafiosi e sfruttatori. E questo lo sappiamo tutti.
Ma mi chiedo quale sia il vero motivo, al di là del compito di gettarci un po’ di fumo negli occhi, della scelta di sposare proprio questa causa.
Sarà che le fa gioco nel restyling della sua immagine pubblica?
O sarà che in fondo invidia chi fa per scelta professionale ciò che lei ha dovuto fare per secondi fini?

chiusura impeccabile!!!
evvai!
Ho sempre considerato puttane quelle donne che la danno via per sete di potere e non per necessità o disperazione. Sono convinto che la nostra amica Mara (il ministro, non tu) appartenga alla prima categoria.
Bacio dal Belgio
carissimo Tho, ricorda sempre che ci sono anche donne che decidono di prostituirsi per motivi diversi dalla necessità o dalla disperazone.
insomma, donne che decidono di fare proprio quel lavoro. e la cui scelta viene svuotata di valore, dignità e legittimità (in fondo rispondono a un bisogno, a una domanda sempre presente) proprio in nome del preteso status di vittime che viene loro appioppato.
insomma, penso che vittimizzare qualcuno sia il modo migliore per ignorarlo, per evitare di trattarlo come una persona e per emarginarlo ancor più di quanto già non sia. “poverina, lo fa perché è costretta” = “quello che fa è sbagliato, sporco, umiliante. è proprio una puttana!”
(tra parentesi, stanotte ti ho sognato: ti eri rotto le palle di bruxelles e tornavi qua!)
baci italici
m