Forse qualcuno avrà notato che da un po’ sto latitando. Infatti il numero di visite a marasmi è sceso. A mantenere alti i click al mio blog, derivati da ovvie chiavi di ricerca in google, rimane solo il post Le puttane non lavorano gratis. Ma sto divagando.
Il punto è che da qualche tempo ho aperto un nuovo blog, su ShowFarm, piattaforma di contenuti che un bel giorno ha deciso di contattarmi per propormi una collaborazione. E tra le mie giornate di lavoro dilatate ben oltre le otto ore e questo nuovo impegno diciamo che non rimane poi molto da dedicare a queste ormai vetuste pagine.
Perciò vediamo un po’ che succede e nel frattempo, cari aficionados, seguite le avventure del mio nuovo alter ego: l’aMara medicina.
Ed ecco che dai tortuosi meandri del world wide web giunge inatteso un commento che di link in link mi porta in un mondo di parole, immagini, persone nuove, vicine e lontane insieme – costellazioni di anime gemelle perfettamente sconosciute – spazi eterei gravidi di promesse, dove le esperienze si intrecciano senza mai toccarsi, dando vita a un’esperienza inedita in cui mi tuffo nuovamente fiduciosa che prima o poi anche qui – su questo mio impacciato blog – io e altri potremo incappare in piacevoli sorprese.
Questo post è un tributo alla prima che mi sia capitata e alla persona che l’ha portata fino a me, e che forse per prima ha dato un senso a questa mia impresa. Senza spiegazioni, senza lezioni. Semplicemente esistendo.
La rete, a volte, è rendermi conto all’improvviso, mentre cerco da un’ora l’occasione per farlo, di non poter dire qualcosa a un’amica. Tutta colpa di quei sei fottuti gradi di separazione, che, però, sanno fare anche questo:
Non c’è niente di più concreto, per quanto mi riguarda, dei soldi e, paradossalmente, niente di più astratto della materia che li riguarda, la finanza. Il suo linguaggio è ultra tecnico e specifico, animato da un razionalismo puro, ma se penso al suo oggetto, l’immagine che mi si forma è assolutamente irrazionale e nebulosa.
Sono in pochi a parlare la sua lingua lingua, in pochi a capire le sue leggi e ancora in meno a dominarle, ma l’andamento del mercato finanziario sembra toccare la vita di tutti, più o meno direttamente, a volte in modo catastrofico. E il concetto di soldi, come giustamente nota Gianandrea Abbate, “Nelle mappe emotive (del nostro cervello, ricavate con tecniche di brain imaging, ndr) è uno dei concetti che esprimono il massimo dell’adrenalina e dell’ansia”.
Trovo perciò particolarmente interessante l’intervento dell’economista Giovanni Palladino alla II edizione del Mediolanum Market Forum, dello scorso Aprile, dedicata a “Come comunicare al meglio la finanza”: “Dobbiamo lavorare per un’economia che sia meno di carta e più vicina all’economia reale”.
Se davvero il mondo della finanza è in cerca di un cambiamento nella propria comunicazione, suggerisco l’adozione di una lingua più comprensibile al grande pubblico, con un occhio di riguardo alla sua emotività “monetaria”.