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certe cose non cambiano mai

14 lug

Sta scivolando verso casa a cavallo della sua bici da corsa anni Ottanta. Al crepuscolo. C’è quella luce che fa vedere le cose che c’erano una volta insieme a quelle che ci sono e ci saranno. È estate, fa caldo, ha i fuseaux fino al ginocchio e un vestitino aderente con una fantasia optical, tessuto sintetico che rifrange in ogni dove i raggi al neon della pubblica illuminazione. Dietro di lei, arriva un’auto.

Sente:

“Scusa, scusa! Quanto ce li hai lunghi i peli della fregna?”

BikePensa:

Da dove arriva.

Dove sta andando.

E dove non tornerà più.

Pensa:

“Troppo per te, tesoro”.

occhi

1 apr

il taglio rotondo, appena un po’ allungato sugli angoli, sempre molto aperto

e piantate in mezzo al bianco del bulbo, due gocce nere, due pozzi pieni di un liquido caldo e denso, dove non ritrovarsi più

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