Posts contrassegnato dai tag ‘pensieri’

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se dico ->

Settembre 5, 2008

->->-> “Pornoromanticismo”

che cosa vi viene in mente?

Cerco pensieri, immagini, visioni.

Tutto istintivo prego, niente di ragionato.

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e dopo la finanza, posso affrontare anche dio!

Maggio 13, 2008

Questa foto è stata scattata da Hubble. E’chiamata “L’occhio di dio”È stata dura. Infatti è venuta fuori una specie di trattato. Ma chiunque abbia a cuore l’argomento quanto o più di me, avrà (forse) il coraggio di andare fino in fondo.

Anyway. Tutto è cominciato venerdì scorso, quando come sempre sono uscita a cena con le mie amiche. La serata procedeva regolarmente: un susseguirsi di uscite politicamente scorrette, sconcezze sparate a un volume rigorosamente udibile da tutti gli avventori e grasse risate. Ma…

Chissà come, finiamo a parlare di fede. Ora, il nostro assortimento va dall’ateismo congenito a un credo esercitato privatamente, anticlericale e antidottrinario, prossimo all’agnosticismo. A quanto pare, però, siamo tutti suscettibili di crisi mistiche. Un paio di non battezzate, in particolare, hanno raccontato di esperienze di preghiera spontanea, insorte in momenti intensamente dolorosi della loro vita. Addirittura qualcuna ha trovato conforto entrando in luoghi di culto o parlando con un prete (grazie al culo –raro– di averne trovati di intelligenti e sensibili).
Per quanto mi riguarda, l’ultima (e unica) crisi mistica della mia vita risale a quando avevo circa otto anni, frutto dell’indefessa opera di una zia ciellina che, quando ero in vacanza in montagna da lei, faceva in modo che partecipassi alla messa e soprattutto alle preghierine serali delle mie cugine. Insomma, fatto sta che, ai tempi, fui sul punto di chiedere la confessione e farmi battezzare. Fortunatamente, i miei soggiorni non sono mai durati abbastanza da consentirmi di mettere in atto il diabolico piano.

Il dato rilevante, comunque, è che ognuno di noi ha sentito, almeno un volta nella vita, il bisogno di credere che dio esista. Persino io. Com’è possibile?

Mentre mando giù la mia orata (con un po’ di fatica, data la commozione suscitata dai racconti delle altre) penso che è proprio questo che ha generato le religioni. Che poi hanno avuto la necessità di dimostrare a tutti che dio esiste (creando la necessità, per gli atei, di dimostrare che non è vero).
Anselmo, tanto per citarne uno, pensò di aver provato che, potendo essere pensato come essere perfetto, dio doveva per forza esistere; dopo di lui, altri pensarono di aver dimostrato che non è vero (il fatto che possa pensare un unicorno perfetto non vuol dire che…); poi, come a loro modo dissero anche i Bluvertigo, venne fuori che l’universo è infinito: ergo, c’è la possibilità che esista qualsiasi cosa, che riusciamo a immaginarla o no.

Oh mio dio, ma allora sto dicendo che dio esiste! Certo, se intendiamo “dio” come sinonimo di “universo” e di “materia”. Ma, per quel che mi risulta, nessuna religione, almeno tra quelle monoteiste, afferma niente del genere.

Con questo non ho ancora risposto alla mia domanda (nel frattempo sono arrivata all’ammazzacaffè): da dove cazzo arriva tutto questo bisogno di dio (come lo intendono cristiani e simili)? Mah, probabilmente dal fatto che la materia forma degli aggregati pensanti, ma non abbastanza da spiegarsi perché. O forse sì, ma se esistono (probabilissimo, viste le considerazioni di cui sopra) non possono essere altro che, ancora una volta, materia che pensa se stessa. Meglio di quanto sappiamo fare noi umani, che abbiamo la mente obnubilata dal peccato originale. Quello di non saper accettare di essere in grado di spiegare il come ma non il perché. O la presunzione di essere convinti che la materia che pensa debba avere per forza un altro nome. Come “anima”.

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autoSuggerimento di lettura

Aprile 30, 2008

Watzlawick crede che l’uomo disponga di due linguaggi diversi.

Il mondo della razionalità è controllato dall’emisfero cerebrale sinistro e ci consente di interpretare la realtà obbiettiva secondo una logica metodologica.

Questa è spesso in conflitto con l’attività dell’emisfero destro, origine delle fantasie dei sogni e delle idee che possono sembrare illogiche e assurde.

Il linguaggio della psicoterapia è il linguaggio dell’emisfero destro, perché in esso l’immagine del mondo è concepita ed espressa.

Questo libro è destinato a insegnare la grammatica dell’emisfero destro in cui si realizza il cambiamento: il lavoro della terapia secondo Watzlawick è cambiare l’immagine del mondo che produce dolore nel paziente.

Per realizzare ciò diverse tecniche e strategie: paradossi, spostamenti di sintomi, giochi verbali

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a qualcuno piace caos

Aprile 28, 2008

È difficile non cedere alla tentazione di trasformare la propria vita in un romanzo.

Specialmente quando capita che si verifichino coincidenze singolari.

Quelle circostanze che si creano in modo del tutto inspiegabile.

Non puoi dire quale successione di eventi abbia condotto a quel punto.

Ma è certo che ce n’è una.

Ed è certo che solo quella successione e nessun’altra avrebbe potuto portarti a vivere esattamente quelle circostanze.

E tu lo sai. Anche se non saprai mai com’è successo.

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i primi amori non si scordano mai

Aprile 10, 2008

Ieri mi sono addormentata pensando al mio primo amore. Lo conosco da prima che la mia mente fosse in grado di formare ricordi, eravamo amici di famiglia e io, lui e sua sorella abbiamo passato l’infanzia insieme. Il colore dei suoi capelli era un rosso deciso, che col tempo diventò sempre più tizianeso. Per anni è stato l’oggetto preferito delle mie fantasie crepuscolari, quelle che precedono i sogni, in principio avventurose, poi romantiche, poi…

Con lui condividevo anche un’adorazione folle per Bruce Springsteen. Amavo lui e amavo il Boss, con una passione che credo di non aver ancora ritrovato, negli amori reali della mia vita adulta. Quando zompettavo per la casa cantando a squarciagola Thunder Road, Rosalita, Born To Run, c’erano due fuochi a bruciarmi dentro, che si alimentavano l’un l’altro.

Qualche anno fa, finita l’università, il mio primo amore è partito, e non l’ho più incontrato. Sua sorella vive da anni a Roma e comunque non la frequentavo più da tempo. Suo padre e sua madre si sono separati e hanno perso i contatti con i miei.

Non so dove viva ora, so solo, e nemmeno con certezza, che è l’America Latina (ma non saprei nemmeno dire se del Sud o Centrale).

Eppure, ancora capita che il mio pensiero si soffermi su di lui e sulla fantasia di un amore sconfinato, ma che di fatto non ha mai varcato i confini della mia immaginazione. L’unica speranza è che questo blog faccia il giro del mondo e che lui legga, un giorno, questa mia tardiva confessione.