Archivi delle etichette: preparazione al parto

Meno quattro settimane

3 giu

Sono passate tre stagioni e una quarta ancora farà in tempo ad affacciarsi. Nove mesi sono tanti, lunghi come un batter di ciglia, abbastanza protratto da potersi inabissare dentro di sé e tornare indietro. E poi osservare il tuo uomo che cambia, come si prepara a diventare padre.
(continua…)

Banale come la chimica

19 apr

I corsi preparto dovrebbero iniziare al primo mese. Altroché. Se così fosse stato, avrei da subito saputo che:

  • l’ambivalenza e la contraddittorietà (e tutte le psicomenate) dei primi mesi;
  • essere incazzata nera con Daniele, perché mi ha inseminata e adesso lui può fare tutto quello che gli pare (le quattro del mattino, per esempio) e io no;
  • sentirmi sola;
  • sentirmi onnipotente e un momento dopo perduta;
  • il panico da “e dopo, che cosa succede? E io che cosa devo fare?”;
  • odiare Daniele ogni volta che lo sento pronunciare le parole “ma come, è la cosa più naturale del mondo!”;
  • stare male perché i lavori in casa non procedevano (quanto mi è costato alzare la voce e pretendere, ma quanto mi sento meglio adesso che l’ho fatto, pur prendendomi la mia dose di sfanculate)

era assolutamente normale, banale, universale. Era la chimica, baby.

Caro Niccolò

5 apr

Mancano ormai soltanto tre mesi. Anzi, a volerla dire proprio tutta, anche meno. E io non sono per niente pronta.
Non so cosa aspettarmi, non so cosa farò, non so come mi sento. So che rido tanto, ma anche che mi viene spesso da piangere, e spesso piango. A volte mi sembra tutto un gioco, in cui le regole si sanno e basta, senza tanto bisogno di cercarle. A volte mi sento sola, l’unica al mondo a vivere questo momento, questi sentimenti, queste sensazioni. A volte tuo papà mi sembra l’uomo più solido del mondo, più presente, più responsabile. A volte mi sembra un bambino al pari di quel che sarai tu tra poco, con il suo sorriso ignaro e la sua ostinata felicità, e io non so come dirgli che sarà tutto diverso da come l’abbiamo conosciuto finora. Io ho i tuoi piedi che puntano nel mio basso ventre, il mio mal di pancia e le tue capriole che me lo ricordano ogni giorno. Ma che ne so poi io? Che ne so di come sarà, di come sarai, cosa mi chiederai e chi diventerò? Forse lui la sa più lunga di me e ha ragione a non porsi tante domande.

(continua…)

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