Più cresci, più ne sei consapevole: in quanto donna, hai sempre un certo potere. Un potere esclusivamente femminile, che si esercita in massima parte sugli uomini. E se sai di averlo, lo usi anche.
Crescendo, cominci a intessere sempre più relazioni in cui l’utilità gioca un ruolo fondamentale: perché con le persone che conosci puoi fare cose che ti interessano, perché insieme (o grazie a, o attraverso di) loro puoi realizzare dei progetti, perché sono tuoi colleghi o collaboratori, etc. etc. etc.
È proprio in queste relazioni che quel potere gioca un ruolo fondamentale. E allora cominci a chiederti:
1. quali sono i presupposti per averlo?
2. da dove arriva?
Ecco quello che io ho capito:
1. il presupposto per possederlo è che tu non sia una sola di queste cose: brutta, antipatica, stupida
2. non risiede però né in bei lineamenti o in un bel corpo, né nel tuo sorriso, né nelle tue onde cerebrali.
Quel potere è una diretta emanazione della tua fica.
Dunque, esercitalo. Ma sappi che c’è un rischio. Le tue carte possono essere scoperte, il gioco diventare esplicito. Insomma, quel tuo conoscente/collega/mentore/collaboratore o quel che è può cercare di portarti a letto.
Effetti collaterali: senso di umiliazione; impressione di essere stata stimata per qualche tua dote ma in realtà essere stata marchiata come tipa da scopare; pensare: “ma, magari se ci sto ottengo qualcosa in cambio…”
Consigli di una (assai poco)esperta: se non ci stai, è l’altro a essere umiliato, non tu; in fondo in qualche modo ti apprezza, poi che l’apprezzamento nel suo vocabolario sia sotto la S (quella di “sesso”, o di “scopare”, se non l’avevi capito), fatti suoi; se non ti piace, non starci: il rapporto continuerà a dare i suoi frutti, basta mantenere la posizione, essere sicura e non irrigidirsi (d’altra parte queste situazioni si verificheranno ancora per molto tempo, e chi ci tiene a diventare quella che con espressione odiosa e antiquata, ma calzante, si definisce “acida zitella”?).
E anche se ti piace, pensaci due volte: a quel punto, se ci stai, il tuo potere è perso, e nello stesso istante in cui è andato è l’altro che comincia a esercitare il suo su di te. Allora sì che sei fottuta, due volte.
A meno che lui non si innamori alla follia, come un insegnante di cui mi ha parlato un amico, che ha perso la testa e ancora di più il lavoro per una studentessa di liceo, per sentirsi dire “ciao ciao paparino” dopo un paio di scopate.
Il potere, a quanto pare, è un’arma a doppio taglio un po’ per tutti.