Posts contrassegnato dai tag ‘società’

h1

il rovescio della medaglia

Ottobre 19, 2008

Oggetto: Problemi/opportunità – Abunai-ki
Da: fab
Data: Sat, 18 Oct 2008 14:46:30 +0200
A: Marasmi

ciao mara,

sto seguendo un convegno che finalmente ha un approccio profondo all’argomento economia: ti scrivo per chiederti un post sul tuo blog parlando dell’ ideogramma allegato (Abunai-ki) e del senso per te del concetto espresso: Abunai=problema, Ki=opportunità

:-)
besos
fab

E va bene Fab. Quel che penso è che per la gente comune (me compresa) la crisi in cui versano le borse di tutto il pianeta sia soltanto un problema.

L’opportunità è unicamente riservata al mondo della finanza e a tutti i suoi abitanti. Ed è l’opportunità di rendersi conto di quanto il loro mondo sia milioni di galassie lontano dal mondo reale, quello in cui noi formichine ci barcameniamo per tenerci un lavoro e per ottenere uno stipendio che sia almeno un po’ degno di questo nome. Magari dentro a una società quotata in borsa.

Col rischio di perdere anche queste piccole banalità, perché i soldi che credevamo fossero in circolazione in realtà non esistono e perché quelli che ci vengono scrupolosamente detratti dalle buste paga e che credevamo dovessero servire a darci un ritorno in termini di assistenza, istruzione, tutela, vengono usati dalle banche centrali per riempire una voragine che comincio a sospettare non abbia fondo. Ci dicono di tener duro per un anno, due al massimo, in nome dell’opportunità di salvarci tutti quanti… ci dicono di crederci…

Per me, Fab, è davvero un bel problema, intricato e pieno di insidie. Quando capirò quali siano le opportunità che mi apre, te lo farò sapere.

h1

cara mara

Settembre 27, 2008

Il post più letto in assoluto, su questo blog, è le vere puttane non lavorano gratis. Sapete perché?

Perché pressoché ogni giorno qualcuno arriva qui inserendo come chiave di ricerca in Google “puttane gratis”.

Questo mi suggerisce due riflessioni:

1. la domanda di puttane è inesauribile

2. la maggior parte di chi le cerca non si può permettere puttane sofisticate (leggi: dotate degli strumenti necessari a evitare il marciapiede)

Mi pare quindi quanto mai anacronistica e controproducente la battaglia della mia ahimé omonima ministra Mara Carfagna contro le passeggiatrici e i loro clienti. Non farà altro che spingere le puttane di strada ancora più ai margini, ancora più al buio, ancora più tra le braccia sempre aperte di mafiosi e sfruttatori. E questo lo sappiamo tutti.

Ma mi chiedo quale sia il vero motivo, al di là del compito di gettarci un po’ di fumo negli occhi, della scelta di sposare proprio questa causa.

Sarà che le fa gioco nel restyling della sua immagine pubblica?

O sarà che in fondo invidia chi fa per scelta professionale ciò che lei ha dovuto fare per secondi fini?

h1

coma profondo. forse irreversibile

Luglio 28, 2008

Precarie e precari, udite udite, ci stanno fregando. Alla grande. Se pensavamo che più in basso di così non ci potessero spingere, adesso che dal cesso stiamo cadendo nella buia profondità delle fogne sappiamo che non era vero.

E non facciamo niente???

È tutto il giorno che vago nella virtualità del web per trovare un qualche appello, uno straccio di iniziativa, una flebile invocazione all’adunanza.

Niente. Solo chiacchiere da blog (e a quanto pare io non sono da meno. Ma almeno non sono un soggetto collettivo).

Possibile che in Francia in tempo zero sono tutti in piazza e noi invece siamo qui a pensare solo ad andarcene al mare? Alle nostre ferie non pagate? Possibile che ci svegliamo solo il primo maggio? (ah già, quando si tratta di ballare e farsi…)

h1

hip teens don’t wear blue jeans

Luglio 22, 2008

Ovvero, le ragazze alla moda non si mettono i jeans. Un successo pop di qualche anno fa, ricordate? Ed era anche un consiglio da seguire, visto che ben due uomini nel 1999 presentarono ricorso alle condanne per molestie, l’uno, e stupro, l’altro, perché la ragazzina e la donna di cui avevano abusato vestivano blue jeans. E videro sospese le loro pene, in virtù del fatto che, come tutti sappiamo

I jeans non possono essere sfilati nemmeno in parte se chi li indossa non dà una fattiva collaborazione.

(E già, perché se una collabora, magari per non dover subire qualcosa di ancora peggiore di uno stupro, lo stupro non esiste. Ma questo aprirebbe un discorso infinito…)

Oggi, con la solita rapidità della giustizia italiana, almeno una delle due sentenze, quella che riguarda le molestie alla ragazzina, è stata ribaltata dalla Cassazione. Avverrà anche per il caso di stupro, che riguarda una donna adulta?

Comunque, ecco la geniale conclusione a cui i giudici sono arrivati (forse dopo un’istruttiva visita al museo delle torture, dove nonostante tutti gli sforzi questo intramontabile indumento proprio non l’hanno trovato):

I jeans attillati non sono una cintura di castità.

Ma come, e io che indossandoli mi sentivo inviolabile?

h1

consumatori intelligenti?

Giugno 24, 2008

Il consumatore è oggi quello che era l’operaio dell’Ottocento, il quale capì che solo unendosi avrebbe potuto ottenere rispetto dei propri diritti. La stessa cosa si verifica oggi per il consumatore, che si sente solo di fronte al produttore, ma se si unisce in organizzazioni può difendersi molto meglio.

Parola di Domenico De Masi, sociologo, al Mediolanum Freedom Conference (si parlava di mutui). Certo, la maggior parte dei miei amici consuma più o meno con discernimento. Ma allargando un minimo il raggio delle conoscenze, è già facile trovare consumatori meno sgamati. E comunque nessuno, me compresa, fa parte di qualche organizzazione. Tantomeno abbiamo abitudini d’acquisto molto diverse dalla norma. Allora mi chiedo, il mercato sta davvero cambiando? Forse, se si pensa in termini di età evolutive, sì. Si parla di tempi un po’ lunghi, però…